INIZIATIVE

Mostra "DAM UN OCI DU"

Dal 19/05/2007 al 28/5/2007

Ente Organizzatore : Associazione Retinite Pigmentosa

Città : Imola

Tel : 0542-31550

Emai : -

Sito Internet : -

L’Associazione Retinite Pigmentosa di Imola presenta “DAM UN OCI DU”, presso la Galleria del Risorgimento in via Appia n.4, dal 19 al 28 maggio (orari : 10/13 – 16/19) con inaugurazione sabato 19 maggio alle ore 17.30.

Una spiegazione sul titolo : “DAM UN OCI DU” è un richiamo alla mostra del 2005 intitolata “Dam un oci – Il paradosso di un laboratorio sui colori per vedentinonvedenti”.
L’espressione “Chi mi dà un occhio ?” era di Adele Bacchilega (Responsabile RP del circondario imolese), che verso la fine del laboratorio fece questa richiesta ai vedenti del gruppo affinché le spiegassero a parole ciò che era riuscita a produrre sulla tela.
La mostra è concepita come momento conclusivo di un “Laboratorio esperienziale” promosso dall’associazione stessa con il contributo del Comune di Imola e della Fondazione Cassa di Risparmio, laboratorio che ha coinvolto una decina di iscritti e volontari dell’Associazione a partire da ottobre 2006 fino a marzo 2007 in una serie di attività che andavano dalla scrittura autobiografica al laboratorio di percussioni, dai laboratori artistici agli incontri di bioenergetica e gestione dell’ansia, per poi concludere con una giornata di laboratorio di cucina.
La mostra è a cura dello psicologo che ha coordinato il progetto, Fabio Landi e degli artisti Alessio Caruso, Dosso e Luigi Zanellati ed è volta a documentare il percorso svolto, ma soprattutto a dare alcuni spunti di riflessione intorno alla disabilità visiva e sensibilizzare rispetto alle problematiche specifiche.
Nel pensare alla mostra abbiamo cercato di lavorare su alcuni temi guida : innanzitutto la parola “VEDENTINONVEDENTI” che è un neologismo chiave dell’Associazione perché l’intento è quello di proporre iniziative rivolte sia a non vedenti e ipo-vedenti che a vedenti, in modo da evitare di chiudere le persone all’interno di contesti predefiniti ed esclusivamente caratterizzati sulla disabilità visiva.
Ogni docente che abbiamo coinvolto ha proposto attività appositamente pensate per un gruppo misto di vedenti e non, ad esempio la cuoca Maria Pia Dal Rè della Trattoria Fita di Borgo Tossignano si è esercitata tentando di cucinare ad occhi chiusi.
Di solito a tavola si dice che “anche l’occhio vuole la sua parte”, in questo caso invece abbiamo cercato di privilegiare gli altri sensi : gli odori intensi delle spezie, la consistenza del cibo, gli accostamenti insoliti, il suono della legna che brucia nel camino.
Sempre nel caso del laboratorio di cucina il gruppo ha apprezzato moltissimo la sensibilità che ha dimostrato la cuoca nello spiegare la preparazione del menù utilizzando indicazioni immediatamente comprensibili ai non vedenti : ad esempio le verdure da buttare in padella non appena l’olio inizia a “parlare” o al contrario le mandorle affettate da buttare quando il burro smette di friggere.
Un altro tema che abbiamo preso in considerazione è il rischio di guardare senza però “vedere” realmente, che è qualcosa che riguarda anche coloro che ci vedono benissimo e che a volte davvero rischiano di non cogliere a pieno ciò che gli sta intorno poiché non utilizzano a sufficienza la dimensione del sentire, la capacità di cogliere le sfumature e di restare in “ascolto” con un atteggiamento di apertura e curiosità nei confronti del mondo.
Infine abbiamo cercato di personalizzare i materiali che abbiamo selezionato con uno stile eclettico ed autoironico, che ci consentiva di presentare il gruppo dell’Associazione Retinite Pigmentosa di Imola come un gruppo di persone che da un lato convivono quotidianamente con un handicap piuttosto invalidante, ma allo stesso tempo lottano per togliere enfasi a questo limite e conquistarsi spazi di normalità e di autonomia.

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