L’Alzheimer ad Imola - Considerazioni da un colloquio con la Dr.ssa Claudia Sacchet e il Dr. Corrado Matacena del Centro Esperto Demenze dell’Ospedale di Imola. A guidarlo il Dr. Mauro Michelini, Primario del Reparto di Geriatria.
Osservando i dati epidemiologici, si può constatare che il 6% della popolazione italiana sopra ai 65 anni di età è colpita da qualche forma di demenza. I medici distinguono le demenze vascolari da altre forme degenerative e dalla Malattia di Alzheimer. Non è raro che queste forme possano sommarsi e potenziarsi, mentre il rischio certamente aumenta con l’età, soprattutto dopo i 75 anni, tanto che il 40% degli anziani sopra gli 80 ne è affetto. Gli ultimi dati raccolti nel Circondario di Imola (anno 2003) attestano che sono 27.643 le persone anziane (età superiore a 65 anni) affette da qualche forma di demenza, corrispondenti al 22,5 % della popolazione totale. Al 6% di queste persone - un fenomeno in linea con il trend nazionale – è stata diagnosticata la malattia di Alzheimer.
UNA MALATTIA ‘GIOVANE’ – I progressi della scienza e le migliorate condizioni socio-economiche hanno condotto negli ultimi decenni a un progressivo invecchiamento della popolazione occidentale.
Osserviamo, infatti, che i primi geriatri, medici specializzati nella cura di malattie che si manifestano solo in tarda età, hanno cominciato ad affermarsi in questo ambito in forma autonoma a partire dagli anni ’70. L’avvento della TAC, della RMN e dei tests neuropsicologici e la loro applicazione alla diagnosi di un numero crescente di casi di demenza alla fine degli anni ’80, ha permesso di distinguere le altre forme di demenza (es. demenza vascolare) dal Morbo di Alzheimer.
Ancora oggi, di fatto, la Malattia di Alzheimer, mentre il paziente è in vita, è una diagnosi di probabilità, che viene dichiarata solo dopo un certo periodo di osservazioni comportamentali dello stesso, test psicologici, dati neurologici e colloqui con i parenti.
A Imola l’elemento che ha favorito negli anni ’90 un “salto” di qualità nella diagnosi, cura e assistenza ai malati di Alzheimer ha coinciso con l’attivazione del Day Hospital all’interno dell’Ospedale. La frequenza periodica, da parte del paziente e dei suoi famigliari, del Day Hospital e di un ambulatorio neuropsicologico (costituito al suo interno) ha sempre rappresentato il momento sostanziale per conoscere le persone, accompagnarle e monitorare lo sviluppo della malattia. Il Day Hospital imolese, da sempre punto di riferimento per le demenze, è cresciuto rapidamente anche grazie alla specializzazione universitaria e post-universitaria della dr.ssa Sacchet nel campo della geriatria e della neuropsicologia, successivamente affiancata dal dr. Corrado Matacena.
La più recente costituzione, a livello regionale e nazionale, delle ‘UVA’, Unità di Valutazione dell’Alzheimer, ha semplicemente formalizzato una struttura già operante da dieci anni e con un considerevole bagaglio di esperienza, tale da essere riconosciuta nel 2000 come Centro Esperto per le Demenze. Il Centro è oggi costituito da due geriatri, un neurologo, una neuropsicologa e un’infermiera.
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